Daily Archives: July 10, 2016

Today’s Holiday: North American Indian Days


Today’s Holiday
North American Indian Days
This is one of the largest gatherings of United States and Canadian Native tribes, held in Browning, Montana, the hub of the Blackfeet Indian Reservation in the northwest mountains of the state. The powwow grounds fill up with teepees for four festive days of traditional Indian dancing, games, and sporting events. There are also exhibits of arts and crafts—beadwork, quill and feather work, moccasins and other leather goods.: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tfd.mobile.TfdSearch

Today’s birthday: John Calvin (1509)


John Calvin (1509)
Calvin was a French theologian and a major figure of the Protestant Reformation. In 1531, he became part of a movement that emphasized salvation by grace rather than by works. By 1555, Calvin had succeeded in establishing a theocracy in Geneva, where he served as pastor and head of the Genevan Academy and wrote the sermons, biblical commentaries, and letters that form the basis of Calvinism. What theologian, whose arrest was ordered by Calvin, was burned atop a pyre of his own books?
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This day in history: European Aeronautic Defence and Space Company (EADS) Formed (2000)


European Aeronautic Defence and Space Company (EADS) Formed (2000)
EADS is one of the world’s largest aerospace companies. It was formed in 2000 from the merger of Aerospatiale Matra of France, DaimlerChrysler Aerospace of Germany, and Construcciones Aeronáuticas S.A. of Spain. Responsible for the final assembly of Airbus aircraft, it is one of the top makers of commercial and military aircraft. It is also one of the major arms manufacturers in Europe, and its divisions also produce communications systems, space rockets, and satellites. Where is it based?: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tfd.mobile.TfdSearch

Quote of the day: Virginia Woolf


Virginia Woolf
When a subject is highly controversial…one cannot hope to tell the truth. One can only show how one came to hold whatever opinion one does hold. One can only give one’s audience the chance of drawing their own conclusions as they observe the limitations, the prejudices, the idiosyncrasies of the speaker.: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tfd.mobile.TfdSearch

Article of the Day: Happiness


Article of the Day
Happiness
Buddha believed that those who speak and act with a pure mind are sure to experience happiness. Aristotle reasoned that happiness results from man’s unique ability to contemplate reality. But the Chinese philosopher Zhuangzi argued that it is this very ability to reason that prevents us from achieving true happiness. While happiness is a psychological state, there are those who believe that it can be objectively measured and quantified. What neural systems may be directly related to happiness?: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tfd.mobile.TfdSearch

Word of the Day: unctuous


Word of the Day
unctuous
Definition: (adjective) Characterized by affected, exaggerated, or insincere earnestness.
Synonyms: oleaginous, buttery, fulsome, smarmy, oily
Usage: In David Copperfield, the unctuous Uriah Heep is notable for his cloying humility and general insincerity.: https://play.google.com/store/apps/details?id=com.tfd.mobile.TfdSearch

Cum ajunge lumea la nechezol: Would you drink recycled coffee?


Would you drink recycled coffee?
http://www.cnn.com/2016/07/08/world/coffee-recycling-bio-bean/index.html

Dallas police chief: Shooter was plotting larger attacks


Dallas police chief: Shooter was plotting larger attacks
http://www.cnn.com/2016/07/10/politics/dallas-shooting-police-chief-david-brown/index.html

Was killer radicalized online?


Was killer radicalized online?
http://www.cnn.com/2016/07/10/us/micah-johnson-dallas-radicalized-online/index.html

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My Chakra today no.2


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LUCA SIGNORELLI : Madonna col Bambino Data 1492-1493


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Madonna col Bambino
Data 1492-1493 circa
Tecnica tempera su tavola
Ubicazione Alte Pinakothek, Monaco di Baviera

STORIA

La Madonna col Bambino è un dipinto a tempera su tavola di Luca Signorelli, databile al 1492-1493 circa e conservato nell’Alte Pinakothek a Monaco di Baviera.

DESCRIZIONE E STILE

L’opera è un esempio significativo delle riflessioni dell’artista sul tema del tondo, frequenti in quegli anni. Si trattava di un esercizio tipicamente fiorentino in cui una serie di personaggi, solitamente una Sacra Famiglia o una Madonna col Bambino magari con angeli e/o santi, erano circoscritti nel cerchio cercando di ottenere una piacevole valorizzazione della forma attraverso il vario disporsi dei personaggi.

Quest’opera è dominata al centro dalla monumentale figura di Maria, che si volta verso sinistra in adorazione del figlio. Egli sta in piedi appoggiandosi alle gambe della madre ed alza una mano, senza benedire. Spicca la forte accentuazione plastica del panneggio e la vivacità del colore (sebbene intonato soprattutto negli incarnati a una tavolozza un po’ ridotta e cinerina, tipica di Signorelli), che danno alla Vergine una forza quasi scultorea, come a sbalzarla fuori dalla cornice, verso lo spettatore.

A destra chiude la composizione un ignudo che si toglie una scarpa, citazione antiquaria dello Spinario fiorentino, che andava incontro agli interessi culturali delle élite dell’epoca legate alla cerchia medicea.

Il paesaggio, con la quinta rocciosa e i chiarissimi picchi in lontananza, omaggia Leonardo e la sua prospettiva aerea.

LUCA SIGNORELLI: Adorazione dei Magi Data 1495 circa


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Adorazione dei Magi
Data 1495 circa
Tecnica olio su tavola trasportato su tela
Dimensioni 331×245 cm
Ubicazione Museo del Louvre, Parigi

STORIA e DESCRIZIONE

L’Adorazione dei Magi è un dipinto a olio su tavola trasportato su tela (331×245 cm) di Luca Signorelli e aiuti, databile al 1495 circa e conservato nel Museo del Louvre a Parigi.

L’opera fu probabilmente la prima dipinta da Signorelli a Città di Castello. Originariamente si trovava nella chiesa di Sant’Agostino. Dopo le secolarizzazioni finì per entrare nella collezione Campana a Roma, e da qui al Louvre nel 1863.

DESCRIZIONE E STILE

La qualità dell’opera non è eccelsa, per un ampio ricorso agli aiuti e uno stile piuttosto frettoloso. La scena si svolge sul primo piano, secondo le innovazioni iconografiche fiorentine susseguitesi negli anni immediatamente precedenti (Botticelli, Leonardo…), con la Madonna col Bambino al centro, riverita da uno dei Magi che sta porgendo il suo dono a un Gesù incuriosito; un altro ha già consegnato la sua ampolla, che sta in terra, e ora discorre con san Giuseppe sulla destra, mentre il terzo attende il suo turno in una retorica posa sulla sinistra, col braccio alzato a mostrare il prezioso dono.

La fuga prospettica del loggiato-capanna sulla destra conduce l’occhio dello spettatore verso il secondo piano, affollato dal corteo, in cui si vedono numerosi cavalieri riccamente bardati, che passano attraverso un arco roccioso naturale.
Si tratta di un’impostazione molto simile a quella dell’Adorazione dei Magi Tornabuoni (1487) di Domenico Ghirlandaio. A sinistra uno sperone di montagna fornisce la seconda quinta (col loggiato), e in mezzo si apre un paesaggio lacustre che sfuma in lontananza secondo le novità di Leonardo da Vinci, rese ormai popolari da Perugino, Ghirlandaio e altri.

Il cielo, tipicamente signorelliano, anche se di fattura modesta, mostra moti di nubi tumultuosi, che accentuano l’espressività della rappresentazione.

LUCA SIGNORELLI: Circoncisione di Cristo Data 1490-1491 circa


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Circoncisione di Cristo
Data 1490-1491 circa
Tecnica olio su tavola trasportata su tela applicata su tavola
Dimensioni 259×180 cm
Ubicazione National Gallery, Londra

STORIA e DESCRIZIONE

La Circoncisione è un dipinto a tempera su tavola, trasportata su tela e infine riapplicata su tavola (259×181 cm), di Luca Signorelli, databile al 1490-1491 circa e conservato nella National Gallery a Londra.

L’opera venne dipinta per l’altare della Cappella della Circoncisione nella chiesa di San Francesco a Volterra, appartenente alla Confraternita del Santissimo Nome di Gesù. Vasari vide il dipinto e riportò come fosse danneggiato dall’umidità, con il Bambino che era stato dovuto ridipingere dal Sodoma, che forse coprì in quell’occasione una rappresentazione più esplicita della circoncisione.

Il dipinto è alla National Gallery da quando venne acquistato nel 1882.

DESCRIZIONE E STILE

Davanti a una sontuosa nicchia di marmi policromi, con due medaglioni all’antica sulla parete (Profeta e Sibilla), si svolge l’affollata scena della circoncisione di Gesù (Luca, 2: 21-36). Gli unici personaggi con l’aureola, un sottile cerchietto dorato, sono la Vergine, san Giuseppe e Simeone il Giusto. Gli altri sono vari spettatori, variamente interpretabili (un’inserviente, la profetessa Anna, ecc.).

Fanno da colonne della composizione le due figure monumentali ai due lati in primo piano, disposte a diverse profondità spaziali a giudicare dal pavimento a riquadri. L’uomo sulla destra indossa alcune fasce rigate, tipiche della moda del tempo, che si riscontrano anche in numerosi altri dipinti, tra cui lo Stendardo della Flagellazione dello stesso Signorelli.

Lo sfondo, con la calotta a conchiglia, sembra una citazione della Pala di Brera (1472 circa) di Piero della Francesca, il maestro di Luca, anche se la teatralità e la retorica dei personaggi si discosta dalla composta e silenziosa sacra conversazione di Piero.

LUCA SIGNORELLI: Adorazione dei pastori Data 1496 circa


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Adorazione dei pastori
Data 1496 circa
Tecnica olio su tavola
Dimensioni 215×170,2 cm
Ubicazione National Gallery, Londra

STORIA

L’Adorazione dei pastori è un dipinto a olio su tavola trasportato su tela (215×170,2 cm) di Luca Signorelli e aiuti, databile al 1496 e conservato nella National Gallery di Londra.

L’opera fu probabilmente la seconda dipinta da Signorelli a Città di Castello, dopo l’Adorazione dei Magi. Originariamente si trovava nella chiesa di San Francesco. Dopo le secolarizzazioni finì sul mercato antiquario e dopo vari passaggi fu acquistata dalla galleria nel 1882.

DESCRIZIONE E STILE

La qualità dell’opera non è eccelsa, per un ampio ricorso agli aiuti e uno stile in alcuni punti frettoloso. La scena principale si svolge sul primo piano, con il Bambino in terra al centro di un ipotetico circolo tra i pastori a sinistra, Maria e angeli al centro, e san Giuseppe a destra. Si tratta di un’evidente ripresa, sebbene rovesciata specularmente, dello schema compositivo del Trittico Portinari di Hugo van der Goes (a Firenze dal 1483), con alcune citazioni anche molto fedeli, come le pose dei pastori o alcuni dei loro abiti, come il cappello di paglia.

Lo sfondo è dominato da rocce dalle forme curiose, tra cui una ad arco sotto il quale si vede, incorniciato ad arte, uno zampognaro: si tratta di un probabile omaggio a Leonardo da Vinci e alla sua Vergine delle Rocce, come farebbero pensare anche le edere, gli iris, le felci e le altre specie botaniche appese, per non parlare dei fiorellini in primo piano, rappresentate con occhio indagatore e curioso.

Sullo sfondo si svolgono alcune scene accessorie: a sinistra un angelo dà l’annuncio della nascita di Gesù ai pastori; al centro si vede, sotto una casetta su cui si trovano la firma e il monogramma dell’artista (“LS” formanti una croce, poi “LUCE DE CORTONA P C”), la scena del censimento di Augusto, che fu all’origine del trasferimento della Sacra Famiglia a Nazaret. Più in alto si vedono una città su una montagna e un cielo con nubi impetuose, dettagli poco curati, lasciati ad allievi non molto dotati.

LUCA SIGNORELLI: Pala di Sant’Onofrio Data 1484


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Pala di Sant’Onofrio
Data 1484
Tecnica tempera e olio su tavola
Dimensioni 221×189 cm
Ubicazione Museo dell’Opera del Duomo, Perugia

STORIA 

La Pala di Sant’Onofrio è un dipinto a tempera e olio su tavola (221×189 cm) di Luca Signorelli, datato 1484 e conservato nel Museo dell’Opera del Duomo a Perugia.

L’opera venne dipinta per il Duomo di Perugia nel 1484 su commissione del vescovo Jacopo Vagnucci, originario di Cortona e quindi concittadino di Luca. La pala segnò il raggiungimento della maturità del Signorelli, dimostrando la ricchezza degli influssi che egli aveva assimilato nei suoi soggiorni a Roma e nelle Marche.

DESCRIZIONE E STILE

L’iconografia è quella della sacra conversazione, con un alto trono della Vergine col Bambino, posto su un piedistallo classicheggiante e coronato da un archetto intagliato, decorato da un festone vegetale. Maria è intenta alla lettura del libro delle Sacre Scritture e anche il bambino sembra esservi interessato, sporgendosi verso di esso come andando incontro alle profezie sulla sua sorte. Egli tiene in mano un giglio bianco, tipico tributo alla verginità e purezza della madre.

Sul primo gradino dorato stanno i santi Giovanni Battista e Lorenzo, sormontati da due angioletti volanti che, in ossequio a un certo horror vacui, riempiono i due angoli superiori. Sul gradino marmoreo sottostante sta seduto al centro un angelo che accorda un liuto, omaggio alle composizioni allora in voga nell’area veneta (forse la Pala di San Cassiano di Antonello da Messina, 1475); sul pavimento infine stanno in posizione simmetrica i santi Onofrio ed Ercolano, protettori di Perugia. La figura dell’angelo, che ascolta il suono della cetra, è molto simile a uno spicchio sopra San Luca della Sagrestia della Cura a Loreto, dipinta pochi anni prima dal Signorelli.

Lo sfondo è un semplice cielo che schiarisce verso la linea dell’orizzonte, come all’alba.

La scansione su più livelli, con l’effetto trasparenza del trono, rimanda ai modelli veneto-padovani e ferraresi, in particolare sembra un omaggio a Ercole de’ Roberti e alla Pala di Santa Maria in Porto (1479-1481): dopotutto l’artista ferrarese poteva aver incontrato Luca a Urbino, dove è documentato sebbene le opere lì prodotte siano andate perdute.

La fiera fisionomia del san Lorenzo ricorda opere di scuola fiorentina, come di Donatello (per lo scatto della testa verso il centro della composizione) e di Filippo Lippi (per l’enfasi disegnativa nella linea di contorno del viso). Sant’Ercolano invece appare come una citazione piuttosto fedele del Sant’Agostino di Piero della Francesca (1454-1469 circa), con un piviale ricamato pressoché identico, e il sant’Onofrio riprende invece la fisionomia scarna e debilitata di tanti San Girolamo nel deserto. A Piero rimanda anche la monumentalità della Vergine, mentre il gesto patetico di Giovanni Battista è un’evidente citazione del Perugino.

All’arte fiamminga, in particolare al Trittico Portinari di Hugo van der Goes (a Firenze dal 1483) rimanda infine la semplice ma toccante natura morta del vaso di vetro in primo piano, con un po’ d’acqua e qualche semplice fiorellino.

Citat: Umberto Eco


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„Prostia este infinit mai fascinantă decât inteligența. Inteligența are limitele ei. Prostia, nu.” — Umberto Eco

France 24 : Video: ‘Trump not a racist,’ says ex-House of Representatives speaker


Video: ‘Trump not a racist,’ says ex-House of Representatives speaker

http://f24.my/29Z8CBv

BBC News: Berlin riot: 123 police injured in anti-gentrification protest


Berlin riot: 123 police injured in anti-gentrification protest – http://www.bbc.co.uk/news/world-europe-36758686

BBC News: Researchers make ‘first discovery’ of Philistine cemetery


Researchers make ‘first discovery’ of Philistine cemetery – http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-36759340

Satoru Iwata


https://en.wikipedia.org/wiki/Satoru_Iwata?wprov=sfla1

The most beautiful castles in Romania | At day Metropotam


http://metropotam.ro/La-zi/cele-mai-frumoase-castele-din-romania-art4892371427/

SUA ne transforma in CAMP DE LUPTA! Trimit un BATALION de tancuri in Romania! : stireazilei – Stiri de ultima ora si ultimele stiri locale


http://m.stireazilei.com/sua-ne-transforma-in-camp-de-lupta-trimit-un-batalion-de-tancuri-in-romania/

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SUA ne transforma in CAMP DE LUPTA! Trimit un BATALION de tancuri in Romania!

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SUA ne transforma in CAMP DE LUPTA! Trimit un BATALION de tancuri in Romania!

SUA ne transforma in CAMP DE LUPTA! Trimit un BATALION de tancuri in Romania!

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Pana la un batalion, aproape 1.000 de militari americani, impreuna cu tehnica militara blindata si mecanizata, va fi desfasurat la baza de la Mihail Kogalniceanu ca parte din brigada mecanizata pe care SUA o trimite in Europa, au declarat pentru HotNews.ro surse oficiale. Trupele vor fi detasate pe termen lung, dar vor fi rotite la fiecare noua luni cu celelalte trupe din cadrul brigazii americane. Militarii americani ce vor ajunge in Romania, prin rotatie, sunt parte a acordurilor bilaterale Romania – SUA si nu au legatura cu Brigada Multinationala NATO ce va fi formata in tara noastra si la care, pana in prezent cel putin, doar Romania si Bulgaria s-au angajat ca trimit militari.

Statele Unite au anuntat inca din martie ca vor trimite din 2017 in Europa o brigada mecanizata blindata cu circa 4.200 de soldati, vehicule de lupta Bradley si tancuri Abrams, insa pana in prezent nu au existat detalii cu privire la numarul de forte ce vor fi detasate in tarile din Europa de est, printre care si Romania.

Surse oficiale au precizat pentru HotNews.ro ca in Romania, la baza Mihail Kogalniceanu, vor fi desfasurate pana la un batalion din aceasta brigada, iar militarii si tehnica detasata se va roti o data la fiecare nou luni cu celelalte trupe din brigada stationate in celelalte tari europene.

Surse prezidentiale au confirmat pentru HotNews.ro informatia, spunand ca numarul trupelor americane din brigada blindata mecanizata va ajunge la circa 1.000 de militari.

Trupele pe care le vor trimite SUA in Romania, componente din brigada sa mecanizata blindata americana desfasurata in Europa, sunt parte din acordurile bilaterale intre cele doua state si nu au legatura cu Brigada Multinationala NATO (circa 5.000 de militari) care ar urma sa fie stationata in tara noastra. Acea propunere e in discutie la summit-ul de la Varsovia si, pana in prezent cel putin, doar Romania si Bulgaria au anuntat ca vor participa efectiv cu militari, vecinii de la sud aratandu-se dispusi sa contribuie cu circa 400 de soldati.

Trupele ce vor ajunge in Romania vor defasura si exercitii cu fortele romane. Numarul exercitiilor intre armata romana si cea americana s-a dublat in ultimul an, in 2016 fiind planificate circa 130 de exercitii comune.

O brigada mecanizata americana, amplasata permanent in Europa de Est incepand din 2017.

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My pot with flowers today


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My Chakra today no.1


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My Chakra today no.1


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My Duck today


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My pot with flowers today no.2


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LUCA SIGNORELLI: A.010-INTEGRAZIONE e APPROFONDIMENTO – Cappellina dei Corpi Santi


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

La cappella di San Brizio, o cappella Nova, si trova nel transetto destro del duomo di Orvieto. È celebre per il ciclo di affreschi con Storie degli ultimi giorni, avviato nelle vele da Beato Angelico e Benozzo Gozzoli nel 1447 e completato da Luca Signorelli nel 1499-1502.

A.010-INTEGRAZIONE e APPROFONDIMENTO  – Cappellina dei Corpi Santi

La cappella, ricavata nello spessore della parete destra, conteneva i corpi dei santi Faustino e Parenzo entro un sarcofago ancora in loco, oggetto di grande devozione in città.
Sotto le mensole che reggono la cassa marmorea, Signorelli dipinse un toccante Compianto di Cristo morto tra i due santi orvietani, affresco di grande pathos soprattutto se letto alla luce del racconto di Vasari secondo cui nel corpo di Cristo l’artista ritrasse quello del figlio Antonio appena morto di peste a Cortona, nel 1502.
La scena sarebbe infatti una replica autografa del Compianto del Museo diocesano di Cortona.
Sui fianchi della cappellina si vedono le scene di martirio dei due santi.

LUCA SIGNORELLI: Crocifisso con la Maddalena


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Crocifisso con la Maddalena
Data 1502-1505 circa
Tecnica olio su tela
Dimensioni 247×165 cm
Ubicazione Uffizi, Firenze

STORIA

Il Crocifisso con la Maddalena è un dipinto a tempera su tela (247×165 cm) di Luca Signorelli, databile al 1502-1505 circa e conservato nella Galleria degli Uffizi a Firenze.
L’opera proviene da una collocazione imprecisata ed è inventariata per la prima volta nella Galleria dell’Accademia a Firenze, dove si andavano raccogliendo, tra le fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, tutte le opere d’arte provenienti dalle soppressione di monasteri e conventi fiorentini.

L’attribuzione a Signorelli ha subito varie vicissitudini: riferita inizialmente ad Andrea del Castagno (Cavalcaselle e scheda di catalogo del Masselli), nel 1889 venne assegnata ad un allievo di Signorelli dalla Cruttwell, confermata da Adolfo Venturi. Vischer (1879), Berenson, Salmi e la Moriondo la ritennero invece opera autografa, secondo un posizione che è in genere accettata dalla critica moderna.
L’opera viene riferita alla fase tarda dell’autore, in cui si nota un certo impoverimento dei valori pittorici, ma con un ancora alto tenore inventivo.

Durante il restauro del 1953 venne rinvenuto sul retro della tela un disegno di San Girolamo secondo l’iconografia tradizionale, che è stato protetto da una seconda tela che sostiene il dipinto e, all’occorrenza, può essere rimossa per vedere il disegno.

DESCRIZIONE E STILE

Sullo sfondo di uno scenografico paesaggio, quasi visionario, con speroni rocciosi davanti a un bianco mare solcato da nubi, si staglia, scuro e monumentale, il Crocifisso, rigidamente frontale, sbalzato anatomicamente e con i segni della Passione ben visibili (il sangue che cola, l’espressione patente di Gesù). Ai suoi piedi la Maddalena inginocchiata allarga le braccia in un gesto di disperazione, anche se il suo volto appare sereno. In basso un teschio con un serpentello è un tipico memento mori frequente ai piedi del Calvario.

Sullo sfondo, a diverse distanze (non sempre raccordate ottimamente) si trovano scene accessorie: il pentimento di Pietro, la deposizione dalla Croce (impostata come una vera e propria piramide umana) e il trasporto del corpo di Cristo.
Amorevole è la cura, in primo piano, nella descrizione dei fiorellini che circondano lo spazio della Croce, evidente tributo alla descrizione analitica fiamminga e al naturalismo scientifico di Leonardo da Vinci.
A destra, nel paesaggio, si vede una città con monumenti classici e rovine, tra cui si riconosce una citazione di Castel Sant’Angelo sull’orlo di una rupe.

Citat: Cicero


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„Dacă nu ne e rușine să o gândim, n-ar trebui să ne fie rușine să o spunem.” — Cicero

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At the borders…


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LUCA SIGNORELLI: A.007-INTEGRAZIONE e APPROFONDIMENTO – Dannati all’Inferno


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

La cappella di San Brizio, o cappella Nova, si trova nel transetto destro del duomo di Orvieto. È celebre per il ciclo di affreschi con Storie degli ultimi giorni, avviato nelle vele da Beato Angelico e Benozzo Gozzoli nel 1447 e completato da Luca Signorelli nel 1499-1502.

A.007-INTEGRAZIONE e APPROFONDIMENTO  – Dannati all’Inferno

La seconda lunetta sulla parete destra mostra i Dannati all’Inferno. Fu la prima ad essere dipinta ed è una delle più riuscite in termini di immediatezza dell’immagine: colpisce infatti il brulichio di corpi umani nudi e demoni dalle membra colorate. Si tratta della scena più ricca di invenzioni grottesche, scherzi, allusioni erotiche e salaci trovate.

Un dettaglio famoso è quello del demone volante che porta sulle spalle una prosperosa peccatrice e guarda indietro verso di lei ghignando, evidentemente soddisfatto della preda. Un altro dannato, nella mischia, è aggredita alle spalle un demone che le morde l’orecchio e davanti ad essi una donna formosa è sollevata contro la sua volontà da un demone blu con un corno in fronte: si tratta di un autoritratto del Signorelli, evidentemente alludendo a una storia “privata” sicuramente nota all’epoca con la donna bionda, che forse gli fu infedele; egli la ritrasse in molte delle dannate (anche quella sul diavolo volante e quella in primo piano che strilla bocconi mentre un diavolo la sovrasta fermandola con un piede), nonché nella prostituta della scena dell’Anticristo.

Alla caotica scena infernale si contrappone la serena tranquillità degli arcangeli con armatura sulla destra, che sorvegliano la scena con la calma dei vincitori.

Per dare la massima evidenza plastica alle figure, il pittore usò qui la tecnica della pennellata incrociata

LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura Annunciazione (Data 1491)


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LUCA SIGNORELLI, pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura (Cortona, 1445 circa – Cortona, 16 ottobre 1523), fu  tra i maggiori interpreti della pittura rinascimentale.

Annunciazione
Data 1491
Tecnica tempera su tavola
Dimensioni 282×205 cm
Ubicazione Pinacoteca e museo civico, Volterra

STORIA

L’Annunciazione è un dipinto a tempera su tavola (282×205 cm) di Luca Signorelli, firmato e datato 1491, e conservato nella Pinacoteca e museo civico di Volterra.

Nel 1490-1491 Signorelli, protetto dei Medici, si trovava a Volterra, città sotto il dominio fiorentino al centro di importanti interessi strategici per la vicinanza a Pisa e a Siena. Qui l’artista firmò, oltre all’Annunciazione, una Vergine in trono e santi, dipingendo anche una pregevole Circoncisione di Cristo.

DESCRIZIONE E STILE

La tavola ha una forma centinata, divisa in due dallo scorcio della loggia di un edificio, sotto la quale si trova Maria. Essa è sorpresa dall’angelo, recante il tipico giglio bianco come omaggio alla sua purezza, mentre legge un libro, che ha appena fatto cadere in terra: si tratta di un tradizionale riferimento all’avverarsi delle Sacre Scritture tramite l’accettazione di Maria.
A tale simbologia rimanda anche il tondo con un profeta a monocromo, forse Re Davide, sopra la porta. La loggia ha un’esuberante decorazione policroma, con la volta decorata da uno sfondo scuro sul quale si accendono candelabre e girali all’antica, simili a quelle che si vedono sui pilastri; sullo sfondo si apre una porta, tipico riferimento alla verginità di Maria, poiché di solito vi si intravedeva una camera da letto vuota, a testimonianza di una vita perfettamente casta.
Colpisce lo sfolgorio dei colori dei marmi, nella pavimentazione a scacchiera, nelle basi delle colonne, nei pulvini e nell’architrave. L’impeccabile scorcio prospettico rimanda alla cultura urbinate di Piero della Francesca e Bartolomeo della Gatta, dei quali Luca fu collaboratore.

La metà sinistra, dove l’angelo plana rendendo vaporoso il panneggio per effetto dell’atterraggio, è dominata invece da un paesaggio aperto, con in cielo il Padre Eterno in gloria di cherubini e serafini, indicato dall’Angelo, che invia la colomba dello Spirito Santo.
Gabriele ha le ali morbidamente piumate, come nelle annunciazioni di Simone Martini o dell’Angelico, ed il vibrante panneggio, di consistenza setosa e animato da veli trasparenti, ricorda da vicino le opere di scuola fiorentina derivate dall’esempio del Tondo Bartolini di Filippo Lippi, citato in quegli anni da Botticelli e Ghirlandaio.

Il modello per la tavola è l’Annunciazione di Piero della Francesca negli affreschi di Arezzo, ma l’opera di Signorelli se ne discosta per la vivacità teatrale degli atteggiamenti, soprattutto l’Angelo, che appare all’altezza dell’estroso patetismo di Filippino Lippi.
Le sottigliezze di luci e ombre rimandano ai fiamminghi dell’epoca e a Domenico Ghirlandaio, mentre il fulgido cielo, acceso di bagliori purpurei e gremito di nubi colorate, fa pensare al naturalismo iperbolico di Liberale da Verona o Girolamo da Cremona.

NATO has turned Romania into cannon fodder – News sources – Latest news


http://www.stiripesurse.ro/nato-a-transformat-romania-in-carne-de-tun_1142514.html

romania nato

The summit in Warsaw that has just concluded a result contrary to that expected. Both the Romanian and the initiators themselves. Maritime policy was simply postponed. For another summit. Since October. To which, however, will not attend the Heads of State. Sea Negară hopes are minimal. As for defending land on the eastern flank, south, which includes Romania, is visibly disadvantaged compared with the north. Moreover, the decision whether a strip of diplomatic terms, is essentially a formal transformation of Romania into NATO cannon fodder.

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My Chakra today


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My birds on the wire today


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My pot with flowers today no.1


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